Come aiutare un familiare che soffre di attacchi di panico

Convivere con una persona che soffre di attacchi di panico può non essere semplice, vederla stare male fa male, e spesso la si vorrebbe aiutare, ma non si sa bene come farlo.

Perciò di seguito voglio darti alcuni semplici, ma utili suggerimenti se sei vicino ad una persona che soffre di attacchi di panico:

1. Informati sul disturbo.

Se vuoi essere d’aiuto è importante conoscere il disturbo, raccogli informazioni concrete e specifiche su questa problematica.

Prima di tutto sappi che:

L’attacco di panico dura poco, da qualche minuto fino ad un massimo di 30 minuti circa.

La persona non sta fingendo: sta davvero male.

Non c’è reale pericolo di vita.

È rarissimo che durante un attacco di panico si compiano atti auto-lesivi.

A parte il culmine del singolo attacco di panico, la persona sviluppa spesso un’intensa ansia anticipatoria, una vera e propria paura della paura che porta a mettere in atto tutta una serie di evitamenti.

Gli psicofarmaci da soli non sono la cura, anzi in molti casi prolungano e cronicizzano il problema.

Per approfondire quali sono i sintomi degli attacchi di panico ed il loro trattamento efficace puoi leggere qui, qui e qui.

 

2. Non proteggerlo ad oltranza.

Tieni a mente che ogni volta che fai delle cose che il tuo familiare non vuole fare per paura, ogni volta che l’accompagni in qualche luogo in cui ha paura ad andare da solo, gli stai mandando due messaggi: uno ‘ti voglio bene e ti proteggo’, l’altro deleterio ‘ti proteggo perchè tu da solo non sei in grado’.
Alle volte, senza volerlo, anzi con le migliori intenzioni, si commettono piccoli e grandi errori.
Quindi cerca di limitarti nel fornire la tua disponibilità. Non accompagnarlo ovunque e comunque, o potrebbe svilupparsi una vera e propria dipendenza e un forte senso di incapacità personale, che renderà il disturbo ancora più invalidante.

 

3. Non patologizzarlo.

Ogni volta che il tuo familiare che ha il disturbo da attacchi di panico dice che vuole tentare qualcosa di nuovo o di voler svolgere un’attività nonostante il malessere, sostienilo in questi suoi tentativi e incoraggialo a riprovarci. Insomma, promuovi la sua autonomia.

 

4. Vivi la tua vita.

Non rinunciare a vivere la tua vita. Anche se a volte potrà risultare doloroso per l’altra persona che tu faccia qualcosa da solo, pensa che la rinuncia potrebbe provocarti risentimento e questo non farebbe che acuire le difficoltà.

 

5. Incoraggia la persona che soffre di attacchi di panico a consultare uno specialista.
Il panico non può diventare uno stile di vita, oggi con interventi adeguati è possibile superarlo e riappropriarsi della propria vita in tempi brevi.

 

Cosa fare per aiutare l’altro quando ha un attacco di panico in corso.

Ecco invece alcuni suggerimenti che possono tornare utili durante la vera e propria crisi di panico:

1. Cercate di non andare anche voi nel panico, parlate alla persona con un tono calmo e fermo, rassicuratela e fatele sentire che non è sola. Alcuni esempi di frasi che potete dire sono: “Sei al sicuro qui.”, “Ci sono io qui insieme a te”.

Foto dell’artista Josephine Cardin. Descrive in maniera sublime cosa si prova durate un attacco.

2. Per rassicurare e far sentire la vostra presenza può essere utile offrire contatto fisico, come per esempio stringere la mano, ma è importante chiedere sempre se il contatto è ciò che si desidera in quel momento.

3. Mentre ha l’attacco di panico non lasciare da sola la persona, a meno che non sia una sua esplicita richiesta.

4. Se si è in un luogo affollato può essere utile accompagnarla in un luogo più tranquillo e riservato.

5. Non Criticare, se la persona che sta avendo l’attacco di panico si sente criticata può sentirsi ancora più sotto pressione e i suoi sintomi possono peggiorare.

6. Non Sminuire o negare il problema: usare frasi del tipo:“Non è niente” oppure “Non c’è motivo di andare nel panico”, invece di rassicurare possono far sentire la persona incompresa.

7. Orientare la persona al momento presente. A questo scopo si può stimolarla a parlare, ma evitate di metterla sotto pressione con tante domande.

8. La persona può essere aiutata a distogliere l’attenzione dai pensieri di panico, incoraggiandola a controllare il proprio respiro. E’ importante che la respirazione sia lenta e continua e non eccessivamente profonda poiché l’iperventilazione può peggiorare i sintomi.

Se si è in casa, un’altra tecnica per distrarre la persona dai sintomi del panico consiste nell’invitarla a svolgere un semplice compito pratico, come ad esempio riordinare una stanza. Se si è fuori casa, invece, la si può invitare a compiere delle semplici attività, ad esempio fare dei movimenti ripetitivi come alzare ed abbassare le braccia.

 

Dott.ssa Serena Fugazzi – Psicologa a Bologna e Pescara

 

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